Lo pneumotorace consiste nella presenza di aria nello spazio pleurico (cavità virtuale tra le due pleure - quella che riveste il polmone e quella che riveste la parete toracica) che determina il collasso polmonare. Può essere di tipo primitivo, cosiddetto spontaneo, o secondario ad altre patologie.

QUALI SONO I SINTOMI?

Il paziente avverte dispnea (difficoltà respiratoria)  e un dolore più o meno forte all'emitorace colpito, dolore che viene quasi sempre riferito essere improvviso e violento. Questi due sintomi possono essere gli unici a manifestarsi oppure si associano, più raramente, a tosse. In taluni soggetti lo pneumotorace può insorgere in maniera del tutto asintomatica.

COME SI FA LA DIAGNOSI

La diagnosi di pneumotorace si basa su una visita medica (quasi sempre in grado di rilevare lo pneumotorace) e, per conferma, mediante l'esecuzione di una radiografia del torace. In taluni casi, sarà utile, ma dopo l'eseuzione della visita medica e della radiografia del torace,sottoporsi ad una TAC del torace al fine di documentare la presenza di bolle sulla superfice della pleura che riveste il polmone, responsabili della genesi dello pneumotrace.

LE CAUSE

Esistono due tipi di pneumotorace: quello primitivo e quello secondario; Il primitivo è causato dalla presenza sulla superficie del polmone di bolle congenite che si rompono senza una cusa apparente: la rottura di queste bolle consente all'aria contenuta nel polmone di fuoriuscire nella gabbia toracica che si accumula in essa determinando il collasso del polmone colpito. Il tipo secondario è, invece, appunto secondario ad altre patologie che affliggono il polmone e che possono essere di natura benigna (enfisema ad esempio) o maligne (tumori).

QUALI PERSONE SI AMMALANO DI PNEUMOTORACE?

Il pneumotorace primitivo colpisce prevalentemente giovani, maschi, di età compresa tra i 15 e i 24 anni, alti e longilinei. Nelle giovani donne, il pneumotorace si può presentare in concomitanza con il ciclo mestruale (pneumotorace catameniale).

COME SI CURA?

Esistono diverse terapie che differiscono a seconda della entità dello pneumotorace; se lo pneumotorace è di modesta entità, con poca sintomatologia, potrebbe assorbirsi da solo e, quindi, è prevista la sola osservazione. Se l'entità è più importante è utile il posizionamento di un drenaggio pleurico, inserito nel torace colpito in modo da evacuare l'aria che si è accumulata nel cavo pleurico favorendo la riespansione del polmone. Si ricorre all'intervento chirurgico nei casi in cui, nonostante il drenaggio pleurico precedentemente posizionato, persistono le perdite aeree e il polmone tarda a riespandersi totalmente (di solito si interviene dopo 48 - 72 ore in caso di perdite aeree costanti). Oppure si ricorre all'intervento chirurgico in tutti i casi di recidiva dello pneumotorace ovvero se dopo la risoluzione del primo episodio, lo pneumotorace si presenta di nuovo per la seconda volta. Si opera nel primo episodio del polmone controlaterale se vi è stato gia un episodio precedente dal lato opposto, nei casi in cui il paziente è esposto, per motivi di lavoro, a variazioni di pressioni importanti (subaquei, piloti di aerei).


Il trattamento chirurgico consiste nella resezione delle bolle polmonari verosimilmente responsabili dello pneumotorace e nella asportazione di parte della pleura che riveste la parete toracica interna (pleurectomia parziale) o nella abrasione della stessa al fine di ottenere la coesione tra le due pleure. L'intervento viene svolto in video-toracoscopia, in anestesia generale praticando tre o meno piccole incisioni sul torace.

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In caso di pneumotorace secondario, il trattamento dipende dalla patologia che lo ha determinato, e varia in base ad essa. Non è escluso, che non pneumotorace secondario l'intervento debba di necessità essere eseguito a cielo aperto e non in videotoracoscopia.

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